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Afragola, caos sui conti del comune: la soluzione c’è ma non piace

I conti non tornano ed il sindaco se la prende con l’ufficio di ragioneria. Che la situazione non fosse rosea questo lo si sapeva. Ma che adesso sarebbe diventata una questione cruciale, allora la politica deve decidere cosa fare. E quello che sarebbe emerso dall’ultima riunione di maggioranza organizzata dall’attuale primo cittadino Claudio Grillo per fare il punto sulla situazione economica della casa comunale che inevitabilmente si sta riflettendo sui mancati servizi offerti alla cittadinanza. Il buco da 10 e passa milioni di euro ereditato dalla giunta Grillo in merito alle scelte definite scellerate dalla passata amministrazione comunale mandata a casa al primo turno a Giugno 2018, sta diventando il pomo della discordia proprio all’interno della maggioranza stessa poiché non si riuscirebbe a trovare la quadra. Anzi, la soluzione ci sarebbe. Ma a quanto pare la politica avrebbe risposto picche. Ma andiamo con ordine. La maggioranza, pur sapendo quando è enorme il fardello dei conti pubblici generato dal passato, punta il dito contro l’ufficio di ragioneria reo di non trovare la soluzione. Il dirigente dell’ufficio di ragioneria invia una lettera molto dettagliata al sindaco Grillo raccontando le cose come stanno e soprattutto cosa fare per ripianare il buco. Le soluzioni trovate dal dirigente a quanto pare erano due: la prima è quella di esternalizzare il servizio di raccolta tributi sull’Imu applicato sulle seconde case alla Geset che già da molti anni tratta quasi tutti i tributi afragolesi. Siccome la vecchia giunta Tuccillo non ha riscosso l’Imu, quindi ci sarebbe da battere cassa in tal senso. Oppure la seconda soluzione, sarebbe quella di assumere almeno due risorse umane per l’ufficio di ragioneria rimasto a secco di personale. Insomma le proposte messe sul tavolo ci sono. Ma la politica sembra essere impreparata. Infatti, delle due proposte, quella che è stata respinta dalla politica di maggioranza è stata quella di esternalizzare alla Geset poiché ritengono che l’aggio di utile che pretende sulla riscossione è molto alto. E la seconda soluzione? Nessuno ne parla. Perché nella maggioranza non si ha contezza dell’attuale momento ritenuto delicatissimo per evitare il dissesto. Alla fine, il dirigente che è stato capace di trovare la soluzione alla problematica, è finito nell’occhio del ciclone solo perché la politica attuale non avrebbe la capacità di guardare i conti come stanno, e soprattutto di scegliere cosa fare. Perché pensare che la soluzione sarebbe quella di organizzarsi subito e pretendere di riscuotere pure i mancati incassi sarebbe pura utopia. Ci vuole solo il coraggio di una scelta e l’assunzione di responsabilità della stessa.

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