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Adolescenti e alcool: il 25,5% confessa di bere con regolarità

AOSTA – I nove minorenni arrivati al Pronto Soccorso s del ‘Parini’ nella notte di Capodanno con un tasso alcolico notevole fanno parte di quella sfera che, ormai, è presente in ogni angolo del pianeta.

Adolescenti attratti dal bere senza controllo. “Non sono alcolisti – affermano gli psichiatri del Serd -. La considerano una bevanda socializzante”.

Le indagini realizzate, in campo nazionale, negli ultimi cinque anni, divulgano dati secondo cui il 35% fra i 13 e i 18 asserisce di bere con regolarità. Il 48% ammette la bevuta (e anche la sbronza) occasionale. Il 20% circa risulta astemio. La casistica regionale non si discosta molto da queste percentuali. I giovani valdostani, raffrontati al numero di abitanti delle altre regioni italiane, seguono le orme dei loro coetanei.

I professionisti delle terapie psichiatriche ammoniscono: “L’abuso di alcool può diventare la ‘porta d’ingresso’ in altri abusi. Preoccupa il forte abbassamento dell’età di approccio a vino, liquori, birra. C’è una buona parte di giovani dedita al bere solo nel fine settimana. Lo fa per sentirsi parte del gruppo”.

Per altri vale la ‘regola’ del bere se si presenta l’occasione. “Non sappiamo dire di no”, l’affermazione più ricorrente. In pochi si rivolgono ai Servizi, in quanto non sono consapevoli dell’ ‘insidia alcool’. Un pericolo accettato per superare, in molti adolescenti, frustrazione, insicurezza, timidezza ai limiti del patologico. Sono loro stessi a confessarlo.

Da qui, il passo alla ricerca dello sballo è breve. L’ebbrezza di nuove sensazioni, di trasgressioni a tutti i costi diventano, secondo i protagonisti, il vero ‘trampolino di lancio’ per essere accolti dagli amici, dal gruppo. Per esserci.

“Le abbondanti bevute rientrano, molte volte fra gli adolescenti, nella moda tipica dell’età”, sottolineano gli specialisti del settore, aggiungendo come l’alcool disinibisca e regali quella spavalderia che sta conquistando un numero crescente di giovanissimi.

Si parla di ‘condizionamento sociale’. Il bere come tramite immediato per fuggire da situazioni famigliari, scolastiche, lavorative, sentimentali complicate, quasi insopportabili.

L’importanza della prevenzione è evidenziata dagli psichiatri dei Servizi. Che informano: “Molti genitori scoprono con notevole ritardo l’abisso in cui è precipitato il figlio. Ci chiedono quale sia il comportamento idoneo da osservare in questi casi sconvolgenti. Abbiamo, però, constatato, come l’abuso di alcool cessi, nella maggior parte dei giovani, una volta superata la fase adolescenziale”.

S.L.

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