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La “provincia” Siciliana che si prepara al voto

900 aspiranti al parlamento e ben 6 presidenti in corsa. L’isola in fermento affronta gli ultimi giorni prima del 25 settembre

Nessuno avrebbe immaginato le dimissioni del presidente Nello Musumeci. Non avrebbe immaginato la rottura tra Movimento5s e Partito Democratico. Né avrebbe immaginato un exploit della lista Cateno De Luca Sindaco di Sicilia. Nemmeno si poteva prevedere di vedere ben 6 presidenti concorrere per lo scranno più alto. Questa è la Sicilia!

I giorni dopo “l’election day”, ricordiamo infatti che si voterà il 25 settembre per il rinnovo di Camera e Senato, saranno forse vissuti come giorni controversi, perché Giorgia Meloni, piaccia o meno, potrebbe essere il primo leader di destra a vincere le elezioni in Italia – questo non ci piace -, e sia il primo leader donna a condurre il Paese – e questo ci piace a prescindere.

Una prospettiva difficile da intravvedere fino a qualche anno addietro, ma non sarebbe la prima volta che in Italia chi fa opposizione spesso vince le elezioni; un po’ per quel senso tipico di provare tutte le possibilità. Una prova che però in realtà non avremmo potuto permetterci, date le difficili scelte economiche e finanziarie che dovranno essere operate in autunno.

Per il momento ciascuno dei candidati è immerso in una campagna elettorale lampo che poco spazio sta lasciando ai pensieri del “dopo”: colti tutti da frenesia, in mezzo ad appuntamenti continui, telefonini bollenti, notti insonni e cene sregolate.

A Siracusa, una delle tante province, la sinistra respira una certa amarezza, vista l’occasione mancata del campo largo e per le candidature importanti che non ha saputo trattenere (Peppe Carta). La destra è silenziosa e sorridente (Edy Bandiera e Luca Cannata). Ma le sorprese maggiori sono arrivate dai fronti che meglio hanno saputo intercettare dissenso e malcontento; ovvero dalla lista di Cateno De Luca, autentica rivelazione e “rivoluzione”, grazie anche ad alcune personalità di spicco come il Primario Luigi Fiumara; e dal più conosciuto Movimento 5 Stelle rappresentato in maniera autorevole da Carlo Gilistro.

Il silenzio dei leader sui programmi politici, se si escludono alcune eccezioni come il movimento 100 Passi di Claudio Fava, la dice lunga sulle anomale modalità di esecuzione di questa campagna elettorale. A prendere in mano la situazione sono state però anche singole figure di spicco delle segreterie nazionali. La “pasionaria” ex Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la sempre determinata Stefania Prestigiacomo o Antonio Nicita, dirigente PD, responsabile Istituzioni, Tecnologie e PNRR.

Ci sono poi giovani promettenti come Tiziano Spada e consolidate realtà come il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa (Azione di Calendario) e il sindaco di Canicattini Bagni nonché presidente del PD provinciale Paolo Amenta.

A cinque giorni dal voto l’unica certezza sembra essere l’incertezza che tutto possa essere ancora possibile: come per esempio il fatto che nessuno avrebbe immaginato Cateno De Luca Presidente della Regione!

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