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Ultimatum Conte

Assicura che non c’è “nessuno stallo nel governo”, poi avverte: “Se non ci sono le condizioni rimetterò il mandato“. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte nel corso dell’attesissima conferenza stampa a Palazzo Chigi fa un bilancio del primo anno di governo e stringe i tempi con i due vicepremier: “Da Di Maio e Salvini attendo una risposta rapida“.

L’ULTIMATUM – “Non mi presterò a vivacchiare o a galleggiare” per “restare a Palazzo Chigi”, se “non ci sono le condizioni per andare avanti rimetterò il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica – ribadisce Conte -. Chiedo a entrambi le forza politiche e ai rispettivi leader di dirci se hanno obiettivo di proseguire nello spirito del contratto o se preferiscono riconsiderare questa posizione”. Pur non indicando una deadline, il premier lascia intendere che i tempi sono strettissimi: “il Paese non può attendere”.

Conte prende la parola ricordando gli esordi del suo esecutivo. “Sabato è stata la festa della Repubblica e il primo compleanno del mio governo – ha esordito il premier – un anno fa, nel 2018, abbiamo prestato giuramento. Ricordo che l’insediamento è stato accompagnato da molto entusiasmo sincero da parte della gente comune, e molto scetticismo degli opinionisti che si sono tradotti in annotazioni critiche, appuntate soprattutto su aspetti come aver posto a base dell’azione un vero e proprio contratto e che alla guida fosse stato posto una terza figura investita del compito di garanzia dell’attuazione del contratto e a operare la sintesi politica necessaria”.

Nel suo discorso, Conte sottolinea alcuni punti fermi del suo mandato e tira dritto: “Sarà il governo del cambiamento fino all’ultimo giorno – assicura -. Non posso essere certo della durata, non dipende solo da me, ma fino all’ultimo sarà un governo del cambiamento. Non posso essere certo della durata del governo: non dipende solo da me”. Però, le polemiche sterili – osserva ancora – sottraggono energie preziose e distolgono dagli obiettivi di governo”. Bisogna “uscire dagli schemi delle campagne elettorali e dei proclami a mezzo stampa”. Il motto, scandisce, è “sobri nelle parole e operosi nelle azioni” perché “se continuiamo nelle sparate a mezzo stampa, nelle provocazioni per mezzo di veline quotidiane e nelle freddure a mezzo social, non possiamo lavorare”.

DIALOGO CON UE – Conte bacchetta poi la maggioranza sui rapporti con Bruxelles. “Leale collaborazione vuol dire che se il ministro dell’Economia e il presidente del Consiglio dialogano con l’Ue per evitare una procedura d’infrazione che ci farebbe molto male, le forze politiche non intervengono ad alterare quel dialogo riducendo quella trattativa a terreno di provocazione” sottolinea. Per il presidente del Consiglio “bisogna recuperare lo spirito di coesione” del primo anno “per andare avanti”, altrimenti diventa “difficile operare”.

“CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE” – E infatti, osserva Conte, “questa esperienza di governo ha dovuto convivere con varie consultazioni elettorali”, un “ciclo serrato” di tornate elettorali “che ci ha costretto a convivere con una campagna elettorale permanente, ne ha risentito il clima di coesione” che ha fin qui accompagnato l’azione dell’esecutivo, “avevo sottovalutato questo aspetto”. In particolare, scandisce il presidente del Consiglio, il voto europeo “ha accreditato l’immagine di uno stallo nell’attività di governo: ciò è una falsità, il governo ha continuato a lavorare”.

L’AGENDA DI GOVERNO – Durante la conferenza stampa, il premier detta l’agenda per i prossimi mesi: la legge sul conflitto d’interessi, “che il Paese aspetta da decenni”. Poi l’autonomia, che sarà affrontata cercando di “sciogliere i nodi politici”. E ancora, sul fronte Tav, “se dovessi decidere oggi io non la farei, non la trovo conveniente – ammette -. Ma mi trovo in fase di attuazione quindi o trovo un’intesa o il percorso è bello e segnato. Sulla Tav c’è un contratto di governo, se non fossi stato d’accordo su quel punto avrei chiesto di cambiarlo o non avrei accettato l’incarico: quello è il mio faro”. E ancora, migranti e flat tax: “Lavoreremo senz’altro alla flat tax ma c’è una riforma organica del fisco di cui il Paese ha bisogno e che attende da anni” dice. Quanto alle voci di un rimpasto che si sono rincorse nei giorni scorsi, rispondendo ai cronisti, Conte taglia corto: “Sul mio tavolo al momento non è pervenuta nessuna richiesta”.

MANOVRA – Sulla manovra non fa sconti: “Dobbiamo lavorare a una manovra economica che si preannuncia complessa, basata su un’incisiva spending review e su tax expenditure – rimarca -. Saremo chiamati a scelte delicate ma che richiedono forte condivisione” nel governo e rispetto “dell’equilibrio dei conti”. Poi assicura che il governo “avrà cura di non aumentare l’Iva” sottolineando che “le regole europee rimangono in vigore finché non riusciremo a cambiarle”.

LA BATTUTA – Durante la conferenza stampa, il premier si lascia anche andare a una battuta. Quando i giornalisti gli chiedono dell’ipotesi di una ‘lista Conte’ in caso di caduta del governo, lui scherza: “Se ancora è libero” il posto “sarei disposto ad allenare la Roma”, giocando sull’omonimia con il neo allenatore dell’Inter, Antonio Conte.

LA REPLICA DI SALVINI – A stretto giro la replica di Matteo Salvini: “Se tutti mantengono la parola data il governo va avanti” dice il titolare dell’Interno a margine del suo comizio a Porto Mantovano. “Io non litigo – sottolinea – sono settimane che non rispondo agli insulti, alle provocazioni e agli attacchi. Tempo da perdere in polemiche non ne abbiamo”.

Poi il titolare del Viminale condivide un messaggio su Facebook per ribadire che: “noi non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere a polemiche e anche insulti, e gli italiani ce o hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica”. Salvini ricorda come “proprio oggi ad esempio ho inaugurato col governatore Zaia il primo tratto della Pedemontana Veneta, opera fondamentale attesa da quasi trent’anni. L’Italia dei sì è la strada giusta”.

Il leader della Lega ne approfitta per dettare l’agenda: “Flat Tax e taglio delle tasse, riforma della giustizia, decreto sicurezza Bis, autonomia regionale, rilancio degli investimenti, revisione dei vincoli europei e superamento dell’austerità e della precarietà, apertura di tutti i cantieri fermi: noi siamo pronti, vogliamo andare avanti e non abbiamo tempo da perdere, la Lega c’è”. “Conte dice che si rispettano i vincoli Ue? – taglia corto Salvini -. Il voto europeo è stato un voto significativo, gli europei hanno parlato”.

PD: “CRISI POLITICA” – Le opposizioni, intanto, vanno all’attacco. “Conte ha ammesso la paralisi, il disastro e il fallimento del suo governo che noi denunciamo da settimane – scrive su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti”. Gli fa eco Graziano Delrio: “Le parole di Conte hanno aperto ufficialmente la crisi di governo – tuona il capogruppo del Pd alla Camera -. I continui litigi, le prevaricazioni e i distinguo tra Lega e M5S non consentono più al presidente del Consiglio di svolgere la sua azione di guida del governo, semmai l’abbia svolta”. Critico anche il dem Luigi Zanda “Ora i presidenti di Camera e Senato hanno il dovere istituzionale di chiamarlo immediatamente a chiedere la fiducia del Parlamento” osserva. Mentre per Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia “il tempo è scaduto, l’ultimatum ai vice è avvenuto in modo irrituale”.

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