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Ruotolo e Borrometi prendono posizione contro le offese di Feltri a Camilleri: giusto sostenerli

I giornalisti Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi prendono posizione contro le incomprensibili invettive di Vittorio Feltri ai danni di Andrea Camilleri.

Il passaggio più duro dell’articolo di Vittorio Feltri

“Caro Presidente, abbiamo deciso di autosospenderci dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti perché ci consideriamo incompatibili con l’iscrizione all’albo professionale di Vittorio Feltri”.

Con queste parole i due giornalisti si rivolgono al Presidente dell’Ordine Nazionale Giornalisti affinché prenda provvedimenti.

“Proprio noi, che più di altri, ci battiamo per la difesa dell’articolo 21 della Costituzione, riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista” continuano Borrometi e Ruotolo.

Una posizione che in qualità di giornalista, essere umano e ammiratore del Maestro Camilleri non posso che sottoscrivere e seguire alla lettera.

Nei giorni scorsi, quando ho appreso dalle agenzie la notizia del ricovero di Camilleri mi sono dispiaciuto. E tra le tante riflessioni fatte, ho ricordato con immenso piacere la rappresentazione di Tiresia che lo stesso Camilleri ha scritto e recitato al Teatro Greco di Siracusa lo scorso anno.

Una di quelle poche e intime esperienze che nella vita vale la pena ricordare e custodire. Un po’ come quando ci si innamora per la prima volta, o di quando si comincia a pranzare spesso con un libro accanto; oppure di quando si ritrova la complicità di un figlio.

Camilleri, non solo per noi italiani, ma anche e soprattutto per i tantissimi estimatori internazionali, migliaia e migliaia di turisti che affollano i luoghi di Montalbano ogni anno, è un’opera d’arte vivente, un’istituzione biologica, un paradigma esistenziale, un monumento allo stesso modo di come lo sono ancora oggi Michelangelo Merisi, Leonardo Da Vinci, Dante Alighieri, Giacomo Leopardi, Vincenzo Bellini o Umberto Eco, insomma uno che come gli altri ha contribuito a diffondere e affermare il genio, la cultura e l’identità italiana nel mondo intero.

Un popolo che abbatte i suoi monumenti e ripudia la sua storia si troverà ad inseguire demoni e fantasmi.

La gratitudine ed il decoroso silenzio, in queste tristi ore più che mai, che ciascuno di noi dovrebbe avere nei confronti di Andrea Camilleri vanno ben al di là delle sciocche e provocanti invettive di un signore di tarda età.

E se il Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Carlo Verna non dovesse prendere la decisione più giusta e ovvia, allora, non resterà altro che tirarsi fuori da questo assurdo gioco al massacro, esattamente come hanno coraggiosamente fatto gli amici e colleghi Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo.

Viva Camilleri!

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