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La storia continua. Chi rimane in Brioni?

Sono trascorsi solo tre anni dalle nostre prime denunce inerenti la Brioni di Penne in cui abbiamo cercato di raccontare come l’azienda di Penne aveva imboccata una via di non ritorno.

Abbiamo cercato di raccontare quanto avveniva, seppure tra mille difficoltà per il silenzio inaccettabile di operai e dirigenti e sindacati. Siamo stati denunciati per quanto scritto e portato alla luce ma, oggi, proprio in questo fine anno, un’ultima notizia arriva dagli ambienti della maison pennese.

Il CEO Fabrizio Malverdi lascia l’azienda ed il suo posto viene preso, su decisione di Francois Henri Pinault, da Mehdi Benadji.

E’ un caso che Malverdi abbia lasciato subito dopo la riunione al MiSE del 29 Novembre 2019?

Nella riunione, tenutasi alla presenza di Chiara Cherubini del Ministero dello Sviluppo Economico, del management aziendale rappresentato da Alessandro Paparelli, Cyril Buzut, Alessandro Menconi, Federico Esposito e Nicola Di Marcoberardino , assistiti da Massimo Cervellini di Confindustria Chieti Pescara, e le segreterie nazionali e territoriali di FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL e UILTEC­ UIL, unitamente alle Rsu, il dott. Fabrizio Malverdi aveva illustrato le azioni intraprese per il rilancio delle strategie di marketing e comunicazione, nonché di gestione e promozione delle vendite e dei negozi , in Italia e nei mercati internazionali di riferimento  per il marchio.

Purtroppo solo dopo pochi giorni, forse non convinto di poter attuare quanto prospettato in sede MiSE, Malverdi presenta le sue dimissioni che seguono, di pochissimo tempo, quelle di Jerome Macario. Ultimi di una serie di defezioni, a volte spontanee a volte indotte, che hanno segnato il percorso aziendale della Roma Style di Penne da quanto noi, e soltanto noi, abbiamo iniziato scrivere della Brioni.

I sindacati, in una recentissima riunione post MiSE si erano chiesti chi sarebbe stato il prossimo ad uscire dalla Brioni dopo Macario. La risposta non si è fatta attendere e la loro più che una domanda era un timore giustificato dalla situazione aziendale. Nella stessa riunione, infatti, sono emersi timori di riduzione del personale dovuto ad una inarrestabile perdita di quota di mercato da parte del marchio Brioni.

Le parole allarmanti di un delegato sindacale lascia perplessi e preoccupati l’assemblea: “… in questa crisi che c’è, nessuna si metta in mente che questa volta, come qualcuno ha avuto la mente contorta di pensarlo, io mi salvo io non mi salvo, qui non ci si salva nessuno su questa strada, nè i dirigenti nè gli operai. Questa è la realtà, perchè siamo nella m_ _ _ _”

Nella stessa assemble i sindacati hanno lamentato che l’azienda ha messo in opera un piano che riguardo solo l’anno 2020 e, sempre la loro domanda è, cosa accadrà dopo e perchè si parla solo del 2020?

Ci limitiamo a riportare sono i questi fatti, almeno al momento, lasciando ogni tipo di considerazione su quanto sta accadendo alla Brioni ma, questo lasciatecelo dire e non per essere funesti o pessimisti, all’orizzonte non si intravede nulla di buono.

Rimarremo vigili ed attenti su quanto accadrà nei prossimi mesi continuando a raccontare, scevri da ogni tipo di condizionamento, minacce e tentativi di imbavagliamento, la stria di questa bella, anche se sempre meno bella, realtà Vestina.

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